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Franco Gaspari

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Ciao, mi chiamo Franco Gaspari, abito a Zovencedo, un piccolo paese in provincia di Vicenza.

Energia Vitale

Metodi, Terapie e Principi ispirati a Wilhelm Reich
25/04/2008

Le origini della Bioenergetica

Le origini della Bioenergetica


Nel corso di tutta la nostra vita, creiamo costantemente tensioni, blocchi, contrazioni e zone rigide, che ostacolano la libera circolazione dell’energia vitale nel corpo. Forse non tutti sanno che i blocchi e le tensioni, dicono molto sul nostro carattere, sono un indice chiaro di chi siamo, di che cosa vogliamo e del gioco che stiamo giocando nella vita. Rivelano la nostra energia e vitalità, rivelano come affrontiamo l’ambiente, come ci mettiamo in contatto con gli altri e il rapporto che abbiamo con il nostro stesso corpo. Generalmente non siamo molto consapevoli delle nostre tensioni e prestiamo poca attenzione anche a quelle degli altri, di fatto non siamo abituati a questo genere di osservazioni. Se imparassimo ad essere un po’ più attenti al nostro corpo, ai nostri comportamenti, ai movimenti e alle posizioni che ssumiamo, potremmo, come affermava Wilhelm Reich, conoscere tutta la nostra storia, così come si é registrata nel corpo. Il nostro corpo é con noi da sempre, dal primo istante di vita fino all’ultimo e ha vissuto le nostre stesse esperienze, sia le quelle positive che le negative, perché noi e il nostro corpo siamo la stessa cosa.

LA BIOENERGETICA E' UN METODO DI LAVORO CORPOREO ED EMOZIONALE CHE SI FONDA SUI PRINCIPI DELL'ENERGIA VITALE DI WILHELM REICH

Chi era Wilhelm Reich?

(Lista: Ascolta Piccolo Uomo)


Wilhelm Reich è stato l'uomo che io considero l'ingegno più rivoluzionario del secolo appena trascorso. Se quest'uomo non fosse esistito, infatti, non esisterebbero neppure i gruppi di Liberazione Bioenergetica, perché fu Lui che per primo indagò, studiò con grande rigore scientifico, e poi sviluppò le prime tecniche di lavoro sull'Energia Vitale. Presentare un conciso ma chiaro quadro della personalità di Wilhelm Reich é un compito di notevole difficoltà. Ci sono, oggi, persone con una grossa preparazione culturale e scientifica, che potrebbero parlarne in modo molto più qualificato di me, ma poiché sento che il merito di essere quello che sono diventato in questi ultimi 30 anni, é legato alle geniali intuizioni di W.Reich, vorrei in qualche modo rendergli omaggio.

Wilhelm Reich (nato nel 1897 - morto nel 1957) é stato nella Vienna degli anni 20, allievo e collaboratre di Freud, nel 1930 si trasferì a Berlino, come psicoanalista e medico presso vari Centri d'igiene e consultazione sessuale, dal 1933 fu costretto a rifugiarsi in Danimarca, poi in Svezia, e fino al 1939 a Oslo in Norvegia per sfuggire alle persecuzioni del nazismo. Nel '39 ricevette l'invito dalla Nuova Scuola di Ricerca Sociale di New York, a trasferirsi negli Stati Uniti, e fu in quegli anni che Reich realizzò le sue più importanti scoperte.

Wilhelm Reich fece molte importanti scoperte nell'arco della sua vita, ma quella di cui desidero parlare in questo spazio, perché interessa più da vicino la mia attività, é la sua intuizione che portò a comprendere l'origine delle difese caratteriali, o in altre parole la teoria della Corazza Caratteriale. Reich dimostrò come i diversi tratti del carattere di ogni individuo, presi assieme, formano una difesa unitaria contro tutte le emozioni che si percepiscono come pericolose. Egli chiamò questa difesa Armatura Caratteriale e affermò che essa é la diretta conseguenza di situazioni che accadono nell'infanzia, quando ci vene negata la soddisfazione di qualche impulso instintuale.

UNA GRANDE SCOPERTA: LA CORAZZA CARATTERIALE

Il primo interesse scientifico di Wilhelm Reich fu la natura, specialmente quella vivente, cioè la biologia, e questo interesse era organicamente connaturato, già nei suoi primi anni di vita, per via della vita che aveva trascorso nell’azienda agricola paterna, a contatto con l’agricoltura, con gli animali, con l’allevamento, ecc. Quando, dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale, intraprese lo studio della medicina, fu per due motivi ugualmente forti: il desiderio di aiutare la gente in difficoltà e il suo interesse sia per le origini e lo sviluppo dei fenomeni che studiava che per la loro energia intrinseca.

 Ancor prima di conseguire la laurea in medicina, Reich manifestò il proprio interesse per il problema dell’energia psichica in un articolo intitolato: I concetti degli impulsi psichici da Forel a Jung, un tema sul quale ritornò l’anno dopo la laurea con un nuovo articolo: L’energia degli impulsi. Tanto dal lavoro clinico, quanto dalla sua attività politica e di conseguenza tra la gioventù viennese, comprese come gli impulsi, che provocavano le più grandi difficoltà sia teoriche che pratiche, erano quelli derivati dalla sessualità un argomento che a quell’epoca, nel primo ventennio del secolo, era quasi tabù, così come lo era stato nell’ultima decade del secolo precedente, allorquando Freud aveva iniziato la sua attività.

Il primo importante contributo che Reich dette alla psicoanalisi fu la sua elaborazione di una coerente tecnica delle resistenze analitiche. Freud aveva dimostrato l’importanza di analizzare la resistenza del paziente prima di interpretare i suoi desideri inconsci, i ricordi ricavati dai sogni, i lapsus verbali e le libere associazioni. Tuttavia la maggior parte degli analisti, al tempo di Reich, avevano trascurato in larga misura la resistenza all’analisi, fin quando Reich non dimostrò come attaccare ed analizzare le resistenze. Durante questo lavoro sulle resistenze all’analisi Reich fece la sua prima importante scoperta: notò che la principale resistenza all’analisi veniva rivelata non da ciò che il paziente diceva o faceva, ma dal modo in cui lo diceva o lo faceva; ovvero non attraverso il che cosa ma il come; perché il modo era l’espressione del carattere della persona.

Reich fu il primo psicoanalista a formulare una teoria coerente del carattere. Egli dimostrò che i diversi tratti del carattere dipendevano l’uno dall’altro e che, presi assieme, formavano una difesa unitaria contro tutte le emozioni che si percepivano in un modo o nell’altro come pericolose. Reich chiamò questa difesa "corazza caratteriale" e fu in grado di dimostrare che questa corazza aveva la sua origine in situazioni dell’infanzia, quando al bambino era stata negata la soddisfazione di qualche impulso instintuale, e che l’energia di tale impulso era stata divisa in modo che una sua parte manteneva repressa l’altra.

Quando Reich, invece di interpretare il materiale che le persone gli portavano, cominciò a richiamare la loro attenzione sul modo in cui esse glielo portavano, e sul loro modo generale di comportarsi, ciò fu sentito da quelle persone come un attacco alla loro personalità e molto spesso come un trauma. Questo fatto provocò nei pazienti dei sentimenti ostili sia nei riguardi dell’analista che verso il trattamento. Ritengo che chiunque passi attraverso la classica analisi freudiana prima dell’Analisi Caratteriale, io sono stato uno di questi, abbia sentito la nuova terapia come qualcosa di completamente diverso, qualcosa che andava molto più in profondità sino al vero nucleo della loro personalità. Le esperienze di Reich con i suoi pazienti su questo argomento lo convinsero anche della necessità di tirare fuori la loro ostilità e i sentimenti negativi, il cosiddetto transfert negativo. Ciò valse a Reich una reputazione di aggressività una reputazione che è ancora molto viva, anche dopo anni dalla sua morte, benché sia risaputo che l’aggressività non è qualcosa che il terapeuta mette nel paziente, ma è qualcosa che, se il terapista è abile e fortunato, può tirare fuori dalla persona. Reich, facendo riconoscere alle persone alcune delle loro proprie caratteristiche, e facendogliele   sentire con tutta la loro carica potenziale, si accorse di altri fatti sui quali fino ad allora era stata posta scarsa attenzione sia nella pratica che nella teoria psicoanalitica. Molte persone, quando diventavano consce delle loro caratteristiche, cambiavano spontaneamente il loro atteggiamento corporeo e il loro comportamento, e davano espressione alle emozioni che sin dall’infanzia non erano mai stati in grado di manifestare, e che forse sentivano appena. Reich allora cominciò a studiare i mutamenti negli atteggiamenti corporei che accompagnavano l’affiorare delle emozioni, e presto si convinse che alla Corazza Caratteriale Psichica corrispondeva una Corazza Muscolare Somatica. A Reich divenne subito evidente che la Corazza Muscolare, la quale consiste di spasmi, crampi e tensioni, non è altro che l’espressione corporea delle emozioni e delle idee rimosse, nonché l’ancoraggio somatico delle nevrosi. Questa scoperta condusse ad un’importante innovazione nella tecnica psicoterapeutica, che consisteva nell’attaccare le nevrosi dal punto di vista corporeo, richiamando l’attenzione delle persone sulle tensioni croniche e facendogliele sentire attraverso la manipolazione diretta. In questo modo, sciogliendo i blocchi e le tensioni, si poteva giungere sino alla coscienza delle emozioni e dei ricordi che erano stati fino ad allora completamente rimossi, anche se il terapeuta poteva già aver supposto quali fossero analizzando e interpretando i sogni, oppure attraverso altre tecniche come l’ascolto neutrale e le libere associazioni.

Franco Gaspari

29/09/2007

Gruppo Orgone e Orgonite


Che cos'è il gruppo Orgone e Orgonite?
Si tratta di una serie di incontri per chi è interessato agli sviluppi attuali del lavoro sull'Energia Orgonica iniziato da Wilhelm Reich e sviluppato da numerosi studiosi e continuatori delle sue scoperte.

Un'esperienza particolarmente consigliata a chi desidera costruire per sé, l'Accumulatore di Energia Orgonica, il Chem-Buster (evoluzione del Cloudbustr) e l'Orgonite. (L'Orgonite, è una miscela composta da fini particelle di metallo in un mezzo organico, che è in grado di accumulare e di modificare le proprietà dell'energia, convertendo il DOR ovvero l'energia negativa dell'ambiente e l'energia bloccata dell'organismo, in Orgone, ovvero l'energia positiva, liberata e purificata).

Si apprendono tecniche per costruire e rendere funzionante l'OR.AC. originale di Reich (Accumulatore Orgonico); confezionare Cuscini, Tappeti e Coperte Orgoniche per curare e prevenire stress, nevrosi e malattie nervose; l'Illy-Buster, il Chem-Buster a 6 canne, (per dissolvere le scie chimiche) il Tower-Buster (Cattura Torre) e l'Holy Hand Grenade (Bomba a mano Benedetta) di Orgonite, per tutelare il proprio ambiente domestico e lavorativo.

Ogni lunedì sera - Dalle ore alle 20.15 alle 22.15  - Inizio: Lunedì 12 Novembre 2007 (Durata 6 incontri)
Conduttore: Franco Gaspari

Maggiori informazioni su: Club dei Bioenergetici
23/07/2006

Il potere terapeutico della musica

SABATO 2 SETTEMBRE 2006

CONFERENZA 

DALLE ORE 17,00 alle 19,00

Presso il Centro del Club dei Bioenergetici

(via Galilei 1/3 Arcugnano - VI)

CON INGRESSO LIBERO E GRATUITO
 

IL POTERE TERAPEUTICO 

DELLA MUSICA

Durante tutto l'anno il Club dei Bioenergetici organizza gruppi e incontri di Liberazione Bioenergetica, di Energia Orgonica,  di Joy Group, di Visionetica (rieducazione visiva), di Bio-Gestalt, di Massaggio Bioenergetico e di Massaggio Californiano, che sono processi di conoscenza ed esperienza di se.

Alcuni di questi gruppi sono particolarmente indicati per i principianti, altri richiedono l'aver già fatto alcune esperienze precedenti. I gruppi, generalmente si articolano in incontri serali a cadenza settimanale e durano di solito dai 2 ai 3 mesi.

In questa conferenza, aperta a tutti, saranno presentate non solo le attività del Club dei Bioenergetici in programma nei mesi di settembre/dicembre 2006, ma verrà trattato anche un interessante argomento collegato alle nostre attività:

Il potere terapeutico della musica.

Il cervello, che funziona ad onde cerebrali, può essere raggiunto dalle onde sonore, perchè il suono si manifesta in “onde”. In uno stato normale, le onde cerebrali hanno una frequenza che può variare dalle 18 alle 24 hertz, e possono aggirarsi dalle 24 alle 36 hertz quando ci troviamo in uno stato di pensiero molto intenso, oppure in uno stato di tensione e di ansia. Il suono possiede  delle vibrazioni sonore che possono aggirarsi, a seconda del tipo il suono, da 10-12 hertz per secondo, e tali vibrazioni, con uno strumento normale, possono andare anche oltre i 60-70 hertz. Si possono amplificare questi suoni, a volte, aldilà dei 300-400 hertz.
Già migliaia di anni fa, nei paesi orientali, era studiato e veniva usato il suono come terapia, particolarmente in India, nell'Hymmalahia, nel Tibet e in Cina, con l'intento di ottenere degli effetti, sia di stimolazione, sia di rilassamento (per combattere le malattie), e per facilitare la meditazione. Verso la metà degli anni cinquanta, con la nascita delle psicoterapie corporee, anche l'occidente ha iniziato ad interessarsi della musica terapia. In questa conferenza, dunque, si parlerà del “suono” e del potere energetico e liberatorio del suono sull'individuo.

Relatore: Franco Gaspari

Sui metodi troppo invasivi

La "Corazza Caratteriale" non può iniziare a dissolversi veramente fintantoché, una persona impegnata nel suo percorso di crescita, non si concede di correre il rischio di mollare le sue difese razionali.
Ma per abbandonare il suo controllo razionale e disintegrarsi in stati creativi dell'essere e in stati di coscienza alterati, occorre che la persona sia disposta a regredire coscientemente nell'irrazionalità.
Io non sono per principio contro la razionalità, ma semplicemente contro le forze anti-vitali che il sistema razionale mente-cervello può erigere contro le nostre più profonde potenzialità istintuali.
I metodi corporei possono facilitare questo ribaltamento, possono minare seriamente le forze anti-vitali che agiscono all'interno della psiche e del corpo. Per tale ragione presuppongono conoscenza e coraggio, e vanno impiegati con molta prudenza. Nelle mani di persone incompetenti o con poca esperienza della realtà corporea, possono esplodere incontrollatamente e rimbalzare indietro, andando solo a colpire i lati più vulnerabili delle persone coinvolte nel processo, ma senza mai arrivare allo scopo del lavoro psicocorporeo e bioenergetico, che è quello di sanare le più profonde ferite della psiche e dell'anima.
Ho fatto questa importante premessa, perché spesso mi vengono poste domande nelle quali mi si chiede: "Perché non organizzi in gruppo più intensivo?"
Oppure :"Quando ci farai fare degli esercizi più forti?" e così via.
Certi lavori psicocorporei, sono veramente potenti ed hanno il potere di rivoluzionare, minacciare, annichilire i rigidi limiti della "Corazza".
Ma proprio data l'enorme potenza dei metodi psicorporei nel penetrare e nel minare le difese psichiche, il rischio più grosso, quando questi vengono usati, è il loro impiego eccessivo.
Le difese caratteriali, hanno una loro validità funzionale di auto-conservazione, e un conduttore coscienzioso dovrebbe sempre saper conoscere e rispettare tali principi di difesa. Le difese devono essere penetrate con gradualità. Se un conduttore non è in grado di facilitare questo processo, ma si limita a proporre tecniche intrusive e sopraffattorie che esaltano le persone e gratificano il suo ego, il trattamento sarà spettacolare, ma inutile.
Quanto più un conduttore corporeo è maturo, tanto più sarà parsimonioso nell'impiegare metodi fisici invadenti.
Personalmente ho gradualmente adottato un mio stile di conduzione partendo da più basi, ma sono arrivato alla conclusione che per ottenere dei buoni risultati, più che l'utilizzo dei metodi fisici è importante un buon contatto tra gruppo e conduttore. Il veicolo primario di cura, è la relazione fra le persone coinvolte, mai le specifiche tecniche adottate.
In anni di esperienza, ho verificato che se il conduttore e il gruppo instaurano una relazione ricca di contatto, se c'è comprensione, identificazione empatica con la sofferenza delle persone, entramanbi riusciranno a produrre eccellenti risultati senza aver bisogno di ricorrere a metodi troppo forti.

Franco Gaspari
26/08/2005

Se nel mondo fossimo 100 persone

Per comprendere bene la logica dei popoli svantaggiati riflettiamo sui dati statistici di questo esempio semplice e illuminante, preso da Internet.
Se noi potessimo ridurre la popolazione del mondo intero in
un villaggio di 100 persone mantenendo le proporzioni di tutti i popoli esistenti al mondo, il villaggio sarebbe composto in questo modo:

Ci sarebbero: 57 Asiatici, 21 Europei, 14 Americani (Nord Centro e Sud America), 8 Africani, 52 sarebbero donne, 48 uomini, 70 sarebbero non bianchi, 30 sarebbero bianchi, 70 sarebbero non cristiani, 30 sarebbero cristiani, 89 sarebbero eterosessuali, 11 sarebbero omosessuali, 6 persone possiederebbero il 59% della ricchezza del mondo intero e tutti e 6 sarebbero statunitensi, 80 vivrebbero in case senza abitabilità, 70 sarebbero analfabeti, 50 soffrirebbero di malnutrizione. 1 starebbe per morire, 1 starebbe per nascere, 1 possiederebbe un computer, 1 (si', solo 1!) avrebbe la laurea.
Se si
considera il mondo da questa prospettiva, il bisogno di accettazione, comprensione e educazione diventa evidente.

Prendete in considerazione anche questo. Se vi siete svegliati questa mattina con più salute che malattia siete più fortunati del milione di persone che non vedranno la prossima settimana. Se non avete mai provato il pericolo di una battaglia, la solitudine
dell'imprigionamento, l'agonia della tortura, i morsi della fame, state meglio di 500 milioni di abitanti di questo mondo. Se avete cibo nel frigorifero, vestiti addosso, un tetto sopra la testa e un posto per dormire siete più ricchi del 75% degli abitanti del mondo. Se avete soldi in banca, nel vostro portafoglio e degli spiccioli da qualche parte in una ciotola siete fra l'8% delle persone più benestanti al mondo. Se i vostri genitori sono ancora vivi e ancora sposati siete delle persone veramente rare, anche negli Stati Uniti e nel Canada. Se potete leggere questo messaggio, avete appena ricevuto una doppia benedizione perché' qualcuno ha pensato a voi e perché non siete fra i due miliardi di persone che non sanno leggere.

Qualcuno una volta ha detto: lavora come se non avessi bisogno dei soldi.
Ama come se nessuno ti abbia mai fatto soffrire.
Balla come se nessuno ti stesse guardando.
Canta come se nessuno ti stesse sentendo.
Vivi come se il Paradiso fosse sulla Terra.

09/08/2005

Sviluppi dell'Energia Vitale

CONFERENZA PER TUTTI - SABATO 17 SETTEMBRE 2005

NUOVI SVILUPPI DELL'ENERGIA VITALE

Dalle ore 17,00 alle 19,00
Presso il Club dei Bioenergetici

Questa conferenza, aperta a tutti, introduce le attività del Gruppo di Liberazione Bioenergetica e degli incontri del Gruppo su Reich (Dall'Accumulatore di Energia Orgonica all'Orgonite), e del Gruppo di Visionetica.
Verranno trattate inoltre alcune questioni collegate al lavoro sull'Energia Vitale:

1. Cos'é l'Energia Vitale Orgonica, come percepirla e come gestirla positivamente.
2. I vari modi per prendere contatto con l'Energia Vitale e per sbloccarne il libero flusso attraverso le Tecniche Reichiane e Bioenergetiche.
3. Come incanalare, trasformare, generare e convertire l'Energia Vitale attraverso l'Accumulatore Orgonico, il Cloud-Buster, l'Orgonite.

INGRESSO LIBERO

La Conferenza é gratuita ed avrà la durata di circa 2 ore !

Relatore: Franco Gaspari
03/08/2005

Affermazione e aggressività

Qualsiasi discussione sull'aggressività e sulla violenza è ostacolata dalla confusione che circonda la parola aggredire. In Bioenergetica questa parola assume un diverso significato rispetto al linguaggio parlato. Generalmente il termine aggressione si riferisce ad un attacco provocato ed ostile nei confronti di un altro individuo.
Il soggetto che compie l'atto iniziale è detto aggressivo e la morale corrente lo condanna per aver violato la pace, mentre la persona che usa la violenza come mezzo di difesa non viene definita aggressiva.
Pertanto "aggredire" corrisponde a un atteggiamento di movimento verso, contro etc., mentre "difendersi" denota un atteggiamento di mantenimento di una posizione o di un terreno da un assalto.
Nell'ambito del carattere l'aggressività è in contrasto con la passività. Noi definiamo "aggressivo" un individuo che si accosta alle persone e si espande per soddisfare i propri bisogni. L'individuo passivo d'altra parte aspetta che le cose gli vengano date; in senso piú vasto, l'aggressività è in diretto rapporto con l'autoaffermazione. Per esempio, un uomo che in amore si accosta ad una donna compie un atto aggressivo, mentre l'individuo passivo aspetta che la donna vada da lui.
Si può essere aggressivi mentre si cerca lavoro, si propone un'idea o anche mentre si incontra della gente. Quest'uso psicologico del termine deriva dalla sua etimologia: la radice, "gredior", derivante dalla lingua latina, denota movimento, il prefisso "ag" descrive la direzione. Aggredire, in base alla definizione del "Dizionario Internazionale Webster", significa accostarsi; il proposito dell'azione è irrilevante, esso può essere affettivo o con intento ostile.
Questo significato diventa chiaro se lo confrontiamo con le parole "regredire" e "digredire": "refredire" significa fare un movimento a ritroso; "Digredire", invece, significa allontanarsi da. Ingresso e egresso sono altre parole che hanno la stessa radice, denotante movimento. Il prefisso indica semplicemente la direzione del movimento.
Attualmente, i due significati letterali, etimologici, di "aggredire" non differiscono particolarmente fra loro; comunemente viene attribuita a questo movimento una connotazione sinistra ed ostile, mentre il significato psicologico è totalmente estraneo a tale interpretazione. Non saprei assolutamente spiegare come mai questo
termine abbia assunto un significato cosí sinistro.
Si può ipotizzare che tutti i sistemi sociali interessati a mantenere lo status quo emetteranno un giudizio negativo riguardo ad azioni mirate a cambiare il sistema stesso. Chi detiene il potere difenderà la propria posizione contro qualsiasi aggressione, dall'interno e dall'esterno, che tenti di rovesciare il potere.
Quando nessun potere o diritto di proprietà gioca un ruolo importante nelle relazioni interpersonali, l'aggressività è un fatto naturale.
Se conduciamo un bambino piccolo in un negozio di giocattoli ed osserviamo il suo comportamento, vedremo che egli tenterà di appropriarsi di qualunque giocattolo colpisca la sua immaginazione, cercando magari di sottrarlo ad un altro bambino.
Il bambino è aggressivo per natura, non ha esitazione nel manifestare i propri
bisogni e i propri desideri, o nel cercare di soddisfarli.
Nessun animale allo stato naturale può sopravvivere senza ricorrere all'agressività: ben poco gli verrebbe concesso.
Un cucciolo nato da poco, se non si accosta al seno della madre, muore di fame. Una cagna non inserisce la mammella nella bocca del cucciolo, si sdraia semplicemente sul pagliericcio della cuccia e i cuccioli fanno il resto in modo aggressivo, spingendosi e urtandosi per accapparrarsi il capezzolo migliore.
Anche i bambini che succhiano al seno materno hanno la stessa carica d'aggressività; cercano il capezzolo con movimenti rotanti e sporgono le labbra per afferrare il capezzolo. I bambini allattati artificialmente sono spesso piú passivi; devono aspettare che venga loro dato il biberon, o che il capezzolo venga loro infilato in bocca.
Gli individui diventano passivi perché i loro modelli di comportamento aggressivo sono bloccati dalla paura e dall'educazione ricevuta. In molte cose i bambini vengono forzati a sopprimere i loro impulsi aggressivi con ingiunzioni come "non toccare", "non correre", "prima di parlare aspetta di essere interrogato" ecc. ecc.
Ad un bambino viene insegnato che non può prendere ciò che desidera. Questo è un dato di fatto, specialmente nelle società organizzate secondo il principio della proprietà privata. Per altro vale anche in un paese comunista. Pensate che una madre permetterebbe al proprio figlio di appropriarsi di un giocattolo in un negozio dei grandi magazzini di Mosca senza pagarlo?
Solo nelle vere comunità, dove la proprietà è comune, un bambino potrà esprimere liberamente la propria aggressività naturale. E' nell'interesse del bambino permettergli la piena aggressione quanto piú possibile; egli userà la propria aggressività per il soddisfacimento dei propri bisogni, e non con l'intento di offendere un'altra persona; ne trarrà maggior piacere e, come risultato, diventerà un adulto maggiormente indipendente e creativo. Se la sua aggressività verrà bloccata, diventerà violento; combatterà per reinstaurare la sua libertà d'azione e, dato che la violenza è sempre proibita in misura ancor maggiore rispetto all'agressività, non gli
resterà che diventare un soggetto passivo e sottomesso.

Tratto da uno scritto di Alexander Lowen, creatore della Bioenergetica, da lui definita "una tecnica terapeutica per aiutare una persona a riunirsi al proprio corpo e a poterne quindi godere la vita".

02/08/2005

La Peste Emozionale

Tratto da: "Analisi del carattere" di Wilhelm Reich - Sugarco edizioni

Il termine di " peste emozionale " non ha un significato diffamatorio.
Non riguarda la malvagità conscia, la degenerazione morale o biologica, l'immoralità e così via. Un organismo a cui é stata tolta la possibilità sin dalla nascita della locomozione naturale, sviluppa forme artificiali di locomozione. Un simile organismo zoppica oppure si serve di grucce. Allo stesso modo un individuo si muove nella vita servendosi dei mezzi della peste emozionale, se sin dalla nascita sono state soppresse le naturali manifestazioni vitali dell'autoregolazione. L'appestato emozionale zoppica caratterialmente.
La peste emozionale é una biopatia cronica dell'organismo. Essa fece la sua comparsa nella società umana insieme alla prima repressione a livello di massa della vita amorosa genitale; essa divenne un'endemia che flagella la popolazione della terra da migliaia di anni. Non vi sono motivi per cui si possa presumere che la peste emozionale venga
trasmessa ereditariamente dalla madre al figlio. Essa viene piuttosto inculcata nel bambino nei primi giorni di vita. E' una malattia endemica, come la schizofrenia o il cancro, con la differenza che essa si manifesta essenzialmente nella convivenza sociale. La schizofrenia
e il cancro sono biopatie che possiamo considerare il risultato dell'infuriare della peste emozionale nella vita sociale. Gli effetti della peste emozionale sono riscontrabili sia nell'organismo che nella vita sociale. La peste passa periodicamente dallo stato endemico a quello epidemico, allo stesso modo di qualsiasi altra pestilenza, come per esempio la peste bubbonica o il colera. Le esplosioni epidemiche della pestilenza emozionale si manifestano in gigantesche esplosioni di sadismo e criminalità, in piccolo e grande stile. L'Inquisizione cattolica del Medioevo rappresentò una simile esplosione epidemica, il
fascismo internazionale del XX secolo un'altra.
Se non consideriamo la peste emozionale come una malattia nel senso stretto della parola, rischieremmo di mobilitare contro di essa il randello della polizia anziché la medicina e l'educazione. E' tipico della peste il fatto che essa renda necessario il randello e che in questo modo riproduca se stessa. Nonostante la minaccia della vita che essa rappresenta, non verrà mai domata dal randello della polizia.
Nessuno si sente offeso quando gli si dice che é malato di cuore o che é nervoso. Nessuno può sentirsi offeso quando si dice di lui che soffre d un " attacco acuto di peste ". E' diventato abituale fra i sessuo-economisti che essi dicano di se stessi. " Oggi non riesco a combinare nulla perché sono appestato." Nel nostro ambiente, gli attacchi di peste emozionale, se sono di natura lieve, vengono superati nel senso che l'individuo colpito si isola e attende che l'attacco di irrazionalismo scompaia. Nei casi più gravi, in cui non
servono ragionamenti razionali e consigli amichevoli, si supera il problema vegetoterapeuticamente. Ci si convince che simili attacchi acuti di peste vengono regolarmente prodotti da un disturbo della vita amorosa, e che scompaiono quando si elimina il disturbo. L'attacco acuto di peste é un fenomeno tanto familiare a me e ai miei
collaboratori più vicini che lo accettiamo con calma e lo risolviamo obiettivamente. Un aspetto importantissimo é che i vegetoterapeuti imparino durante il loro tirocinio a rendersi conto essi stessi degli attacchi acuti di peste, a non smarrirsi in essi, a non permettere che questi attacchi danneggino l'ambiente sociale in cui vivono e ad aspettare, distaccandosi intellettualmente, che passino. In questo modo si riescono a limitare al minimo gli effetti dannosi quando ci si trova a collaborare con altri. Naturalmente a volte capita che un simile attacco di peste non venga superato e che l'individuo colpito sia la causa di danni più o meno gravi o che addirittura si debba ritirare dal lavoro che svolgeva. Noi accettiamo questi incidenti così come si accetta una grave malattia fisica o il decesso di un caro collega di lavoro.
La peste emozionale é più vicina alla nevrosi del carattere, che a una malattia cardiaca organica, ma alla lunga può generare il cancro o malattie cardiache. Essa viene alimentata, come la nevrosi del carattere, da pulsioni secondarie. Essa si distingue dai difetti fisici per il fatto che é una funzione del carattere e che come tale viene violentemente difesa. L'attacco di peste non viene percepito, come accade nell'isteria, come un attacco patologico e estraneo all'Io. Se consideriamo che già il comportamento
nevrotico-caratteriale é normalmente brillantemente razionalizzato, la stessa cosa vale in misura molto maggiore per la reazione della peste emozionale: la mancanza della sua conoscenza é molto maggiore. Ci si chiederà in base a che cosa riconosciamo la reazione pestilenziale e in base a che cosa la distinguiamo da una reazione razionale? La risposta é la stessa che vale per distinguere una reazione caratteriale nevrotica da una reazione razionale: non appena si sfiorano le radici o i motivi della reazione pestilenziale, si
manifesta immancabilmente angoscia o ira. Discutiamo il fenomeno più dettagliatamente.
Un individuo essenzialmente non appestato e orgasticamente potente non sviluppa angoscia, ma vivo interesse quando per esempio un medico illustra la dinamica dei processi vitali naturali. L'appestato emozionale invece diventa irrequieto o si adira quando sente parlare dei meccanismi della peste emozionale. Non tutte le impotenze orgastiche conducono alla peste emozionale, ma ogni appestato emozionale é orgasticamente impotente in modo permanente oppure lo diventa poco prima dell'attacco. In questo modo possiamo facilmente distinguere la reazione pestilenziale dalle reazioni razionali.
Inoltre: un comportamento naturalmente sano non può essere disturbato o annientato da nessun intervento veramente terapeutico. Non esiste per esempio nessun mezzo di tipo razionale per "guarire", cioè disturbare, un felice rapporto amoroso. Ma si può eliminare un sintomo nevrotico, si riconosce inoltre una reazione pestilenziale per il fatto che essa é accessibile a una autentica terapia analitico-caratteriale e può quindi essere eliminata.
Si può dunque guarire l'avidità del denaro, che é un tratto caratteriale tipico della peste emozionale, ma non si può guarire la generosità pecuniaria. Si può guarire l'astuzia subdola, ma non si può guarire la franchezza caratteriale. La reazione della peste emozionale é paragonabile, sul piano clinico, alla impotenza, difetto che si può eliminare quindi guarire. Invece la potenza genitale é "inguaribile".
Un tratto essenziale della reazione della peste emozionale sta nel fatto che l'azione e la motivazione dell'azione non coincidono mai. Il vero motivo é nascosto, e l'azione viene giustifica con un motivo apparente. Nella reazione caratteriale naturalmente sana il motivo,
l'azione e la meta coincidono organicamente; non vi é nulla di dissimilato. Essa é immediatamente comprensibile. Per esempio: l'individuo sano non ha altre motivazioni dei suoi atti sessuali se non il suo naturale bisogno di amore e come meta il suo soddisfacimento. L'appestato emozionale ascetico invece motiva la sua debolezza sessuale in modo secondario adducendo ragioni etiche. Questa motivazione non ha nulla a che fare con il modo di vivere. Il modo di vivere dell'asceta che nega la vita esiste prima della sua motivazione.
L'individuo sano non cercherà mai di imporre a nessuno il suo modo di vivere, ma egli guarirà e aiuterà se gli si chiederà aiuto e se sarà in grado di darlo. In nessun caso un individuo sano decreterà che tutti gli uomini " devono essere sani". In primo luogo una simile imposizione non sarebbe razionale perché non si può imporre la salute; in secondo luogo l'individuo sano non ha alcun motivo di imporre il suo modo di vivere agli altri poiché le sue ragioni riguardano il suo modo di vivere e non quello degli estranei. L'appestato emozionale si differenzia dall'individuo sano per il fatto che pretende che la realizzazione delle sue esigenze di vita non sia compiuta da lui stesso, ma soprattutto dal mondo che lo circonda. Nei casi in cui l'individuo sano consiglia e aiuta, nei casi in cui egli precede gli
altri con le proprie esperienze lasciando agli altri la facoltà di decidere se lo vogliono prendere come esempio o meno, l'appestato invece imporre agli altri il suo modo di vivere ricorrendo alla violenza. Gli appestati non sopportano i pareri altrui che minacciano le loro armature o che smascherano i loro motivi irrazionali.
L'individuo sano é solo felice quando sente parlare dei motivi delle sue azioni. L'appestato invece s'infuria violentemente. L'individuo sano, in tutti quei casi in cui altre concezioni di vita disturbano la vita e il lavoro, lotta razionalmente per la conservazione del suo modo di vivere. L'appestato lotta contro gli altri modi di vivere anche quando non lo riguardano affatto. Il motivo della sua lotta é la provocazione rappresentata dagli altri modi di vivere, per il semplice fatto che esistono. L'energia che alimenta le reazioni della peste emozionale scaturisce regolarmente dalla fame di piacere non soddisfatto, sia che si tratti di fatti sadici di guerra o della diffamazione degli amici. L'energia sessuale ingorgata é ciò che l'appestato ha in comune con tutte le altre biopatie. Parleremo subito delle differenze.
Il carattere biopatico fondamentale della peste emozionale si manifesta nel fatto che essa, come ogni altra biopatia, può essere guarita con l'instaurazione della naturale capacità di amare. La tendenza alla peste emozionale é molto diffusa. Non vi sono individui non appestati da una parte e individui appestati dall'altra.
Come ogni individuo ha, da qualche parte in profondità, la propria tendenza al cancro, alla schizofrenia e all'alcolismo, così ogni individuo, anche il più sano e il più vitale, porta in sé la tendenza alle reazioni pestilenziali irrazionali. E' più facile isolare la peste emozionale dalla struttura caratteriale genitale che da quella delle semplici nevrosi del carattere. La peste emozionale é effettivamente una nevrosi del carattere o una biopatia del carattere
nel senso stretto della parola, ma é anche qualche cosa di più; e questo qualche cosa di più la distingue dalla biopatia e dalla nevrosi del carattere. Possiamo definire peste emozionale quel comportamento umano che, in base a una struttura caratteriale biopatia, si manifesta nei rapporti interumani, quindi sociali, e nelle corrispondenti istituzioni, in modo orgonizzato o tipico. Il campo d'azione della peste emozionale é tanto vasto quanto quella della biopatia del carattere. Vale a dire, ovunque esistono biopatie del carattere,
esiste anche almeno la possibilità di un effetto cronico o di una esplosione epidemica acuta di peste emozionale. Descriviamo rapidamente alcuni campi tipici in cui la peste infuria in modo cronico oppure si manifesta con eruzioni acute. Vediamo subito che la
peste infuria proprio nei campi vitali più importanti: il misticismo nella sua forma distruttiva; la mania passiva e attiva di autorità; il moralismo; le biopatie del sistema del nervo vitale; il politicantismo partitico; la peste familiare che ho definito con il termine di "familitis"; le misure educative sadiche, la sopportazione masochista di simili misure educative oppure la ribellione criminale contro di esse; il pettegolezzo e la diffamazione; il burocratismo autoritario; l'ideologia imperialista della guerra; tutto ciò che si intende col termine americano di " racket"; l'asocialità criminale; la pornografia; l'usura; l'odio razziale.
Vediamo che il campo della peste emozionale coincide pressappoco con il vasto campo dei mali sociali che sono stati combattuti da tutti i movimenti per la libertà sociale. Con una leggera imprecisione si potrebbe mettere allo stesso livello la peste emozionale e la "
reazione politica" e forse addirittura il principio della politica in genere. Per fare questo in modo corretto bisogna applicare il principio fondamentale di tutte le politiche, e cioè la sete di potere e gli imbrogli, a tutti i diversi campi vitali dove non si parla di politica nel senso comune della parola. Per esempio, una madre che si serve dei metodi della politica per estraniare suo figlio dal marito, rientrerebbe in questo concetto ampliato della peste emozionale politica; lo stesso dicasi di uno scienziato ambizioso che avanza socialmente nella sua carriera non per le sue conquiste obiettive, ma ricorrendo agli intrighi, per occupare un posto sociale che non corrisponde in alcun modo alle sue realizzazioni.

Libro: Angeli e Demoni (di Dan Brown)

Un thriller, che si legge tutto d'un fiato, dello stesso autore del "Codice Da Vinci".

Marchiati a fuoco prima di essere barbaramente uccisi ed esposti come monito per le strade di Roma. Questa è la sorte che toccava agli Illuminati, l'antica setta di scienziati perseguitata in secoli oscuri dalla chiesa cattolica.
Un rituale crudele, ben conosciuto da Robert Langdom, lo studioso di iconologia del Codice Da Vinci, massimo esperto dell'argomento.
Svegliato in piena notte, messo a forza su un prototipo di aereo a idrogeno liquido, trasportato in un'ora dagli Stati Uniti in Svizzera, il professor Langdom è costretto a esaminare nei laboratori del CERN di Ginevra un cadavere orrendamente mutilato. Sul petto della vittima il terribile segno degli illuminati: lo scienziato ucciso ha difeso sino all'ultimo il segreto di un'arma sperimentale di capacità distruttive superiori  a quelle del nucleare, un'arma  ora scomparsa, rubata dagli assassini.
Il piano dei criminali è allucinante: la bomba è stata nascosta nel Vaticano, dove tra poco avrà inizio il conclave per l' elezione  del nuovo papa. E quattro cardinali mancano all'appello... Quel posto dovrà rimanere vacante per sempre: cadrà San Pietro, cadranno i cardinaili uomini di Dio e soltanto un potere si manifesterà e prenderà forza, quello della scienza.
La corsa a Roma appare a Langdom pressochè inutile. Ma  non era forse Galileo Galilei uno degli illuminati? Non lo era anche l'architetto e scultore  Gian Lorenzo Bernini? E furon proprio loro per difendere la propria associazione a disegnare genialmente un "cammino", un percorso segreto nella città, fra catacombe, cripte nascoste, codici cifrati. Chi riesce ad intuirlo, potrebbe trovare il nascondiglio dell'ordigno e salvare San Pietro.
 
31/07/2005

Quel senso di vuoto interiore

Un percorso di crescita personale non può dirsi tale se non considera e non affronta il problema dell'angoscia profonda.
Affrontare l'angoscia profonda, (qualcun altro lo definisce "quel senso di vuoto interiore"), è il lavoro per cercare di scoprire cosa c'è dietro quella sensazione di nullità che a volte si può vagamente percepire quando ci fermiamo un attimo ad ascoltarci. E' una sensazione angosciante che fa veramente paura, una paura tremenda. Per cercare di non sentire quel senso di vuoto viscerale, molte persone creano un problema ancora maggiore, e cioè vivono con la "paura della vita". Senso di vuoto e paura di vivere, paura del vuoto, paura di "sentire".
E allora cosa si fa?
Per neutralizzare il vuoto e la sofferenza, si nega il malessere, ma nello stesso tempo, facendo ciò, si perde il contatto con la vita. La vita diventa una cosa estranea a sè stessi, si diventa spettatori, non ci si sente protagonisti, non c'è alcun coinvolgimento, c'è invece paura di sentire, di essere in contatto con gli avvenimenti della vita, e per reazione ci si chiude sempre più. Ma il chiudersi, non è l'unico sistema, ci sono anche persone che per colmare questo vuoto, inventano sempre mille cose da fare, non si permettono di essere inattive neppure un minuto, perchè se si fermassero ad ascoltarsi, l'angoscia profonda, o la tristezza, o la disperazione prenderebbero il sopravvento.
Questi meccanismi sono comuni un po' a tutti; ovviamente c'è chi non ne è consapevole o non ha mai intrapreso un cammino di crescita, che negherà sempre, ma, nella mia esperienza ho realizzato che è un disagio che appartiene a tutti.
Da dove trae origine l'angoscia profonda?
Siamo esseri umani che possiedono un corpo mortale, il nostro destino è di morire, prima o poi; ma la nostra mente non può accettare l'idea della morte, essa al contrario, aspira all'immortalità. A livello mentale noi ci vorremmo simili ad una divinità e vorremmo evitare il nostro destino di esseri mortali. L' Io, cerca in tutti i modi di negare la morte perchè così ha l'illusione di evitare il suo destino. Ma cercando di evitare il nostro destino, noi ne creiamo uno anche peggiore, cioè viviamo con la paura della vita.
Questo è in parole semplici il problema esistenziale che un valido metodo di crescita dovrebbe aiutarci ad affrontare, se non considera minimamente il problema dell' angoscia profonda, probabilmente potrà anche essere un metodo utile, ma non essenziale.
 
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